Per quanto tu voglia non potrai mai volere abbastanza. E queste notti lontani da tappezzeria risuonano nelle cose che fai con le mani prima di addormentarti. La ferocia dello spazio che si pianta nel mezzo è la coscienza dello scatto, prima dell’impatto. Le foto alla ricerca del tempo perduto collimeranno di nuovo alla rappresentazione di chi sei stata per non essere mai, a tua immagine e somiglianza. Un camino un film un abbraccio una collisione violenta ad altitudine X che ha una longitudine e latitudine e sigla di provincia e identità-tu e identità-me. La generazione senza concetto che si ritrova, adulta, irrimediabilmente pensierata con le maniglie corrose su un Titanic olografico, perdente quanto basta ma con ancora in mezzo alla fronte scampoli di un’idea del FUTURO analogico. Crash da limousine a piedi, Alberi-Ombra, vestiti leggeri che accarezzano la pelle, molecole prive di ogni termoregolazione. Per oltrepassare l’idea di spazio e approdare alla certezza da quarto principio della termodinamica inventato che non v’è alcuna fusione che non prenda decisamente in considerazione ogni evidenza dei corpi.
one of these mornings
Posted: maggio 25, 2012 in Motel Life, one of these morningsEtichette: alla ricerca del tempo perduto, Collisione, corpo, everloving, fusione, futuro analogico, l'evidenza del corpo, la ferocia dello scatto la prepotenza dello spazio, Moby, one of these mornings, termodinamica
fuoco cammina con me
Posted: maggio 14, 2012 in Motel Life, when did we start the end?*Etichette: aeroporti, alba, alienazione, arte, assedio illuminato da aeroporti, circo visionario, corpi, etere, ferrovie, fottere a ritaglio, fuoco cammina con me, fuori fuoco, gmail, immaginazione, los angeles, love like a sunset, macelleria, manicomi, memoria, motel life, notte, paranoid park, phoenix, recinti, straniamento, stupore, time lapse, visione, when did we start the end
Il cuore gelido dell’alienazione, leggi alienazione, leggi straniamento, fuori fuoco tossico on gmail, vuoto dissestato di immagini da time lapse, circo visionario, clown strafatti di microcosmiche leggi innaturali e gravi, manicomi distrettuali spalancati su aeroporti, trementina ed etere sopraffina, maleodore con stupore, genesi di un fetore da cyborg, metallo da macelleria, silenzio sfoderato come arte da muro scrostato in falsariga notturna su un recinto ferroviario, ma non c’è nulla di eretico nella personale visione del mondo, nulla di caustico in un Paranoid Park per treni notturni, luci vaganti che trapassano il cielo come sforacchiare il buio con un fucile a doppia canna al posto degli occhi-freccia, ho tanti ricordi e di questi ringrazio, come un tagliare-incollare di memoria, come un fottere gli spazi vuoti con ritagli d’immaginazione, è l’alba, qui a Los Angeles.
DE BATTRE MON COEUR S’EST ARRÊTÉ
Posted: maggio 13, 2012 in Cinema, Tutti i battiti del mio cuore [Jacques Audiard 2005]Etichette: Bach, Cinema, Collo, DE BATTRE MON COEUR S'EST ARRÊTÉ, Jacques Audiard, Linguaggio, The Beat That My Heart Skipped, Tutti i battiti del mio cuore
Il nocciolo non si arrende, di arrivismo inarrivabile il nocciolo è muto, le parole non hanno significato se ce l’hanno i suoni, “tazza”, “bicchiere”, “casseruola”, il sangue sulle mani ricorre e rincorre per tutta l’opera schiantandosi sul collo nudo di lei, sotto i suoi capelli raccolti di Bach, mutismo intercomunicante, congiunzione di battiti consacrato dalla sacralità dell’impossibilità dei corpi di non poter emanare che se stessi, eppure, le stesse vibrazioni, again.
piano di evacuazione per finte risse lagunari
Posted: maggio 9, 2012 in Motel Life, piano di evacuazione per finte risse lagunariEtichette: mercanzie, mercato del pesce
pub inglese da muffa menù come la sigaretta fumo rappresa di serie C-enere e un secchio-luppolo di atomiche tiepide da minigonne scagliate a testate TUM contro porte di legno di vicoli dove si consumano episodi di cronache poco violente e addomesticate con urla senza gola isteriche del io credo nel perdono dei prossimi cinque minuti e volano dei zittaputtana dalla finestra dell’Est con il rigore secco ma svaccato delle poche parole sanguetachicardiche e gli scalini polvere di stelle sedute scragnate nel cielo liquefatto che si confonde con l’acqua semantica ontologia e ancora mercanzie epidermiche per scaramantici giochi di ruolo e sonnobuiostop, E’Oh.
stazionare vestibolo cavità
Posted: maggio 8, 2012 in Party Apocalisse, stazionare vestibolo cavitàEtichette: assedio, corpo, decadenza, glorie francesi, viaggio
fatiscenza occlusa, implosione sdraiata sotto un caminetto in disuso di una villa fatiscente tra fantasmi di vecchie glorie francesi, un materasso giace sotto un corpo audace, il silenzio entra insieme al vento dalle finestre rotte, intonaco sbrecciato scheletro clown, non anima rappresa ma solo corpo, silenzio per sirene non dispiegate, le spiegazioni della pressione che si sprecano, fucile carico e concorrenziale chiede manipolazione e lucidità diffusa, cartucce come giochi nell’ombra, insonnia, formiche, freddo, uscite di sicurezza sbarrate, intelaiatura di soffio vitale, tela di vene, il viaggio è qui dentro
HUNGER
Posted: maggio 8, 2012 in Cinema, Hunger [Steve McQueen 2008]Etichette: Cinema, Hunger, michael fassbender, steve mcqueen










