incipit ballardiano cementoide che serpeggia fra tangenziali e panoramiche aeree di un Collateral diurno infilzato da treni ad Alta Velocità dove tutto si dispiega negli otto minuti degli angoli dei ricordi di una stringa quantistica che serve per un perdono, per sentire la voce parallela di un ti voglio bene mancato e per un tutto che può cambiare, come la possibilità di un inizio parallelo da effetto farfalla, la speranza di un “andrà tutto bene” che sfonda le impossibilità in un nuovo incipit al contrario dove fra nuovi alberi fioriti nel cemento “è veramente una bella giornata, una giornata perfetta”, e dove, se la fortuna è cieca, l’amore ci vede benissimo.

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